UN VERO MINISTERO LITURGICO

 

Il Concilio Vaticano Secondo afferma:                                                                            Mandato 2006

 

"Anche I MINISTRANTI

svolgono un vero ministero liturgico.

Essi perciò esercitano il proprio ufficio

con la sincera pietà e l'ordine

che convengono ad un così grande ministero

e anche il popolo di Dio

esige giustamente da essi.

Bisogna dunque che siano permeati

con cura dello spirito liturgico,

siano formati a svolgere la propria parte

secondo le norme stabilite

e con ordine." (SC, 29).

 

 

 

                                    

 

Damiano Salvatore Gabriele Cristian Simone Manuele Matteo Gianmarco Lorenzo D. Alessandro Manuel Lorenzo Z.


Il PAPA ha detto ai ministranti:

"Voi siete associati

al Sacrificio Eucaristico,

 di cui dovete approfondire

il significato teologico

e spirituale e rituale;

voi siete collaboratori eletti

del sacerdozio ministeriale,

al quale portate un aiuto preziosissimo;

voi svolgete un

vero ministero liturgico". (Paolo VI)

 

CHI PUO' ESSERE MINISTRANTE?

 

1) - IL MINISTRANTE E' IL COLLABORATORE SCELTO DEL SACERDOTE PER IL SERVIZIO A DIO E ALLA COMUNITA'.

 

    La parola "ministrante" rende meglio di "chierichetto" l'ufficio proprio del ministrante, che è un ministero, cioè un servizio al Signore ed alla stessa comunità che, nella liturgia, loda, adora, ringrazia, supplica.

    Non basta essere un buon ragazzo per diventare subito ministrante. occorre innanzitutto un sincero desiderio di servire il Signore, il sacerdote, l'intera comunità...., è necessaria una vocazione, cioè una chiamata di Dio! Gesù può chiamare un ragazzo, un giovane ad essere ministrante quando va al catechismo, quando prega, quando ascolta la Bibbia e può chiamarlo attraverso un compagno, il catechista, una suora, un sacerdote, i genitori...

    Non si può fare il ministrante per mettersi in mostra, per fare bella figura, per trovare gli amici, per fare una squadra di pallone.......

    Al sincero desiderio del cuore si devono aggiungere altre buone qualità, innanzitutto quelle indicate dal Concilio: "sincera pietà e ordine". Al ministrante si richiede la preghiera, la serietà, il senso del servizio, la puntualità, l'ordine.

    Al disopra di tutto è necessario un GRANDE AMORE A GESU', con un forte desiderio di lodarlo e onorarlo come si conviene e farlo onorare dagli altri.

    Certamente all'inizio un ministrante non ha tutte queste buone capacità, ma deve dimostrare pian piano un miglioramento della sua condotta, in modo da distinguersi dagli altri ragazzi perchè ama Gesù, prega, è serio, è puntuale, è ordinato, presta il suo servizio con grande generosità.

    Il parroco dopo un periodo di preparazione e di formazione spirituale e liturgica, ammetterà al ministero del MINISTRANTE soltanto i ragazzi più idonei e potrà sempre rimandare coloro che non si mostrano degni del compito.

    I ministranti siano presentati all'intera comunità riunita e ricevano l'abito liturgico, con la benedizione rituale, in un clima di festa per tutta la comunità.

 

2) PERCHE' IL MINISTRANTE DEVE PREPARARSI BENE?

 

 

    1) Perchè il ministrante ha il compito proprio di dare gloria a Dio, quando sta all'altare e poi con tutta la sua vita, in ogni momento.

    2) Perchè egli occupa un posto particolare nell'assemblea liturgica: aiuta direttamente il sacerdote a compiere il sacrificio              eucaristico, è suo collaboratore "scelto".

    3) Perchè i fedeli devono essere edificati, non distratti dal suo comportamento. Il ministrante con la sua pietà, guida il popolo ad una partecipazione attenta al divino sacrificio.

 

3) COME SI DEVE PREPARARE UN MINISTRANTE?

 

      Il ministrante deve seguire un corso di formazione prima del suo ministero e poi continuare a frequentargli incontri del gruppo. In modo particolare deve "approfondire il significato teologico e spirituale del sacrificio eucaristico". Proprio perchè svolgono il loro principale servizio nella celebrazione  della S. Messa essi ne devono svolgere con pietà e ordine il rito e comprenderne, quanto più è possibile, il significato.

    Il ministrante deve saper svolgere tutte le azioni liturgiche con piena conoscenza e dignità, perciò deve imparare i nomi di tutti gli arredi sacri, i movimenti necessari allo svolgimento dei riti, l'anno liturgico, i libri.

 

4) IL BUON MINISTRANTE E'...

 

      Per essere un buon ministrante, degno di servire all'altare di Dio, occorrono buone qualità e preparazione. Il ministrante è gentile, generoso, ordinato; prega volentieri da solo e in comunità; presta il suo servizio non per vanità o per interesse, ma con gioia e spontaneità, come servizio d'amore a Gesù, e alla Chiesa.

    Il buon ministrante è PUNTUALE all'orario del suo servizio, così sa bene cosa fare e può prepararsi adeguatemante.

    Il buon ministrante è FEDELE al suo turno, anche quando deve rinunciare alla...partita o alla TV per compiere il suo servizio.

    Il buon ministrante è COSTANTE alle riunioni, incontri del gruppo e vi partecipa attivamente.

 

5) IL BUON MINISTRANTE quando va in Chiesa...

 

      La Chiesa vera è il popolo di Dio, siamo noi. Ma c'è anche la chiesa-edificio, casa di preghiera, ove è presente Gesù Eucarestia nel tabernacolo e dove il popolo di Dio offre il sacrificio e loda il suo Signore.

    Gesù stesso disse "La mia casa è casa di preghiera", perciò entrando in Chiesa per prima cosa il ministrante saluta Gesù nel tabernacolo, facendo la genuflessione e il segno della croce (fatto con calma e cuore!); è bene fermarsi almeno un poco per fare una preghiera spontanea, personale.

    Poi va in sacrestia per prepararsi al servizio liturgico.

    Giammai in Chiesa il buon ministrante chiacchiera inutilmente, corre o gioca; anche in sacrestia mantiene un religioso silenzio, mentre attende l'inizio delle celebrazioni, e, se deve parlare, non grida mai.

    Quando il ministrante  esce dalla Chiesa, fa la genuflessione e il segno della croce.

 

6) IL BUON MINISTRANTE ha cura del suo ABITO

 

      Come il sacerdote e gli altri ministri indossano un abito speciale per indicare che stanno compiendo un'azione sacra, così il ministrante, che serve all'altare indossa un abito speciale: la tunica, oppure l'alba. Indossando quell'abito il ministrante esprime

il suo servizio fatto in onore del Signore, esprime la gioia di partecipare alla festa, alla lode del Signore.

    La veste è dunque segno del SERVIZIO, segno della FESTA, deve quindi essere pulita!

    il ministrante la tiene in ordine al suo posto e la indossa con decoro; non gioca e non fa altri servizi indossando l'abito liturgico.

 

 

 

 


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