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Gruppo lettori

                      

Sorto nel mese di dicembre 2005 per organizzare le letture durante la Santa Messa.

Ogni primo venerdi del mese intorno alle ore 18,00 il gruppo si raduna per leggere, comprendere e far comprendere all'Assemblea dei fedeli i brani della Domenica.

 

Cristina - Rita - Sesta - Damiano - Iolanna - Palma - Loredana - Pino - Agostino - Egidio   

 

Il ministero liturgico del lettore

La prima parte della Santa Messa formata dalle letture, si può chiamare "la Mensa della Parola" che viene proclamata dall'ambone. Il lettore, uomo o donna, fa parte degli "uffici particolari" che sono "un vero ministero liturgico".                

 Egli è istituito per proclamare le letture della Sacra Scrittura, eccetto il Vangelo. L'abilitazione a svolgere tale ufficio si riceve fondamentalmente dai Sacramenti della iniziazione cristiana (battesimo e cresima), e dalla incorporazione nella Chiesa.                                                                                                                                                                          

  Il servizio della "Parola di Dio" è un servizio per la fede del popolo di Dio. L'ufficio del lettore non consiste nel solo leggere ad alta voce, improvvisando la lettura, ma significa e richiede che uno si impegni con tutte le forze a capire il testo che deve leggere, deve dare senso alla lettura per comunicare con chiarezza quanto si legge; deve pensare che deve far capire all'assemblea quanto viene trasmesso.                                                                                                                            

   La lettura deve essere fatta con calma, senza correre, specificando bene le parole, facendo sentire le varie punteggiature. Importante è lo studio e la discussione di questioni fondamentali della scienza biblica: imparare cioè a leggere, meditare e riflettere sulle letture da leggere, perchè si deve far capire alla comunità la Parola di Dio, il messaggio contenuto nelle letture.      

Il ministero della mensa della parola riesce bene solo se si verificano determinate condizioni e si soddisfano determinate esigenze per cui è indispensabile dedicarsi alla formazione dei lettori.

1. Il lettore deve conoscere bene l'ordinamento delle letture dei lezionari, almeno per quanto riguarda le domeniche e le feste degli anni A, B e C; i giorni feriali dell'anno I e II (anni dispari e anni pari); le messe dei santi (che offrono spesso varie possibilità di scelta)

2. Inoltre deve sapere che fra i libri biblici  e in uno stesso libro esistono generi letterari diversi: storia, lettere, profezia, poesia....; esistono diversi modi di esprimersi; affermazioni, professioni di fede, racconti, parabole.

3. E' utile che pesni agli uditori e si regoli su di essi. Col suo modo di parlare, guardare e comportarsi deve stabilire un certo contatto con essi, creare una comunicazione. Dato che si ascoltano in maniera diversa le persone cui ci si sente legati, bisogna tener conto della relazione fra lettore e comunità. Tale relazione esiste già in una certa misura a motivo dei rapporti comunitari, che sono stati stretti nella vita quotidiana al di fuori della celebrazione. Esiste un tessuto di relazioni tra coloro che si radunano per la celebrazione. Si tratta di una cosa da tenere a mente, sfruttare e perfezionare.

4. E' necessario conoscere l'uso del microfono. Mantenere una distanza dai 20 ai 30 cm. Parlare direttamente nella sua direzione (regolare l'altezza e l'anoglatura). Non troppo forte, in maniera chiara e disciplinata.

5. La preparazione è indispensabile: leggere ad alta voce a casa; approfondire il testo, renderselo familiare, pensare a quello che si legge, quello che non capisco non posso neppure comunicarlo in maniera comprensibile.

6. Articolare il testo. Fare le debite pause: la punteggiatura non è sempre un criterio attendibile.

7. Controllare, soprattutto le prime volte, col registratore il ritmo della lettura, le pause, il volume, il tono della voce, l'articolazione, la respirazione, la melodia della frase, la cadenza, le inflessioni dialettali.

8. Non accentuare troppo. Porre solo un accento principale nella proposizione. Non evidenziare gli aggettivi, le negazioni e la finale della frase Vedere le connessioni e le relazioni.

9. Prima di un'affermazione importante è utile fare una pausa per aumentare la tensione.

10. Accedere con calma all'ambone. Aspettare che tutti si siano seduti e sistemati, respirare profondamente. Cominciare a parlare lentamente.

11. Alla fine terminare con calma. Breve pausa di silenzio prima di cominciare il salmo responsoriale.

 

Nella benedizione dei lettori leggiamo; "Benedici questi tuoi figli eletti al ministero dei lettori. Fà che nella meditazione assidua della tua parola ne siano intimamente illuminati per diventarne fedeli annunziatori ai loro fratelli". E nella consegna della Sacra Scrittura: "....Trasmetti fedelmente la parola di Dio, perchè germogli e fruttifichi nel cuore degli uomini".            

 

 

 

 

 

 




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